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cicciapasticcia
"Il legame più forte non ha nodi e nessuno può scioglierlo" (Andrea De Carlo)
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17 maggio 2009



Non sottovalutate Facebook: può farvi incontrare qualcuno che pensavate di conoscere.



permalink | inviato da cicciapasticcia il 17/5/2009 alle 13:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Ti ho guardato
16 maggio 2009






Sembra che la nostra barca superi ogni burrasca ti ho guardato mentre facevi la barba e mi sorridevi nello specchio mentre mi preparavi un caffé nella tua cucina e non trovavi le tazzine mentre confondevi nel riempire una lavatrice la vaschetta del detersivo con quella dell'ammorbidente e al supermercato mentre borbottavi che sto diventando come una moglie ho sorriso chiedendoti che c'è e tu hai detto cantavo una canzone di Tiziano Ferro e ridevi hai detto sono venuto con te solo per portare il carrello e riempirti i sacchetti e ho guardato le nostre spese mischiate tanto si distinguono bene come le nostre abitudini ti ho guardato mentre facevi la doccia io seduta sui gradini blu e mentre con l'accappatoio azzurro e i piedi nudi riordinavi il bagno la nostra barca ha superato la tempesta quel nostro lasciarsi per paura e riprendersi per dolore in poche ore casa tua è diventata un po' mia e davvero riconosco i rumori riconosco i passi sulle scale rivestite di legno e so dove sono gli oggetti il tuo profumo nel bagno con le piastrelle rosse il dentifricio il burrocacao tutte le tue piccole fissazioni come quelle per gli orari sono diventate mie e vedo che la nostra barca resisterà anche agli aquazzoni d'agosto tu dici di no per farti dire che ti amo ti piace prendermi in giro ti piace dire che io ti lascerò e sappiamo che non è vero e se non ti scrivo ti prende l'ansia e sei geloso di tutti anche del ragazzino che ho baciato a sedici anni hai solo paura di non essere tu il più importante e invece la nostra barca ha superato ogni burrasca finora e tu adesso mi vedi in ogni angolo di casa tua e la notte senti un profumo che ti rende difficile prendere sonno ti ho guardato appena mi hai chiamata amore davanti a tua figlia e a mio figlio e questa parola dovremo levarcela dalla testa amore prima di dirla qualche sera in birreria davanti a tutti gli altri ti ho guardato perché hai detto mi sembra normale sembriamo una famiglia e pensavo alla settimana al mare i siciliani seri e silenziosi seduti in giardino e tu che riordini le sedie e sorridi sotto il sole ma come è possibile che nessuno ancora abbia capito qualcosa da come mi guardi e dal modo in cui rido quando mi prendi in giro per i miei quasi quarant'anni e ripeti che tu sei il più giovane di tutti?




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Tu non hai paura
18 marzo 2009



 
E tu non hai paura di dirmi che hai provato un piacere immenso sabato sera a cucinare per noi nella tua cucina. Non hai paura a dirmi che davanti a quei fornelli hai immaginato solo noi, in una cucina nostra, con figli nostri, la nostra famiglia allargata. La nostra famiglia allargata ma stavolta detto senza ridere. Come quando al bancomat mi hai chiesto allora diventiamo genitori? come quando alla cassa mi hai detto che non sono ancora tua moglie. Come quando in auto mi hai detto devo dirti una cosa ma aspetto venerdì e te l'ho detta io e hai fatto finta di arrabbiarti ma eri così felice. Siamo così felici che non sembra vero che non sembra vero che sia iniziato tutto così per caso spinti dallo scherzo di un amico che su questa possibilità ci scherzava ma in fondo davvero non se la aspettava così la nostra storia. E ora non scherza più si fa qualche domanda ma fondamentalmente tace. E tu non hai paura di dirgli cosa senti ma una paura sì ce l'hai e la esorcizzi ogni giorno ti fai ripetere da me le stesse parole e lui cerchi di non provocarlo perché in fondo lo temi. E tu non hai paura e in una di quelle tue telefonate telegramma che mi fanno ridere ma ridere di felicità pura dici tre parole e poi aggiungi ci sentiamo. E tu non hai paura di crederci finalmente che niente è più come prima che nessuna prima di me e nessuno prima di te ha contato tanto. E' stato difficile scrivere questa felicità c'è voluto un mese e mezzo quasi. E' sempre molto più semplice scrivere il dolore quando c'è che la felicità che sentiamo ma in fondo questo te lo devo.




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Lugano, 20 febbraio 2009
28 febbraio 2009

Lugano
sole
tavolini all'aperto
gente che passa
in mezzo alle vetrine dei negozi del lusso vuoti
donne che passeggiano tranquille
e uomini frettolosi con borse da lavoro
ma tutti sotto il sole
di una quasi primavera
senza freddo
ma con questo
tepore
di luce calda
sorrisi di coppie felici
e nessuno che le considera
ma qualcuno le guarda di sfuggita
due cappuccini
e loro sorridono
e lui guarda le persone che passano
e poi la guarda
e nella sua leggera bellezza fisica
dice
sì siamo felici
siamo felici perchè ci amiamo
non si capisce?
il sole di Lugano
ha baciato questa storia
ha baciato noi sulle panchine
sulla ghiaia dei vialetti tra le panchine e il lago
tra i sorrisi di tutti quei bambini in maschera e le aiuole



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L'ultima
15 gennaio 2009
 «No, non andrò all’insediamento di Obama: non sono andato a quello di Bush e poi sono un protagonista non una comparsa»
Silvio Berlusconi, Ansa 13 gennaio ore 17.20



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Cosa si cerca
27 dicembre 2008
Cosa si cerca in un altro uomo che non era già in quello precedente.

Cosa si cerca in un altro essere umano diverso da noi, un sorriso nuovo, un modo differente di volerti di chiamarti di chiederti di averti.

Cosa troveremo che non ci deluderà in fondo, che non si scoprirà alla fine banalmente somigliante a tutti gli altri, semplice e lineare desiderio fisico e superfluo piacere di parole e gesti che sono sempre gli stessi.

Però li vogliamo di nuovo, come se niente fosse scritto, non crediamo si possa ripetere un cliché.

Allora si arriva a volere con tutte le forze qualcuno che si fa guidare da uno scrupolo, e che da questo scrupolo lascia dominare il suo desiderio spegnendolo. Finché ci riuscirà.

Perché lui l'ha detto: desiderare tanto qualcosa fa crescere il piacere che si proverà quando la si otterrà. E ha sorriso - chissà se andando ben oltre il suo scrupolo ci ha messo un po' di malizia in questo pensiero.

Ci si accanisce verso una persona che non ci è destinata. Perché il destino non esiste cara mia, e la casualità del nostro vivere quotidiano la forzi come ti pare, e allora metti un biglietto da visita con gli auguri scritti a matita sotto il tergicristalli dell'auto che parcheggia a fianco alla tua.

E farai ancora così, centinaia di volte, ne hai il coraggio, coraggio di braccare ciò che vuoi, come un cane da caccia, sentire il profumo e braccare, cercare sempre un essere umano per sentirlo che ti chiama ti vuole chiede e ottiene.





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So che mi sorvegliano
23 dicembre 2008
 
"Lei ha esitato a lungo prima di raccontare i suoi ricordi:
i miei ricordi non mi appartengono, diceva.

Non sono i miei ricordi che non mi appartengono, è la mia vita!
Secondo me, sono gli altri a farci, e nell'istante in cui ci si racconta, si raccontano gli altri. Perfino le opzioni che si possono prendere nella vita sono sempre dovute a qualcun altro, a un incontro, o al fatto che si vuole essere all'altezza dell'opinione di qualcuno.
Non molti, in realtà.
So benissimo che ciò che chiamo la mia coscienza è lo sguardo di cinque o sei persone.
Non necessariamente gente che io veda sovente.
So che mi sorvegliano. Nella mia mente, sono uomini.
E' stranissimo: non vedo molti sguardi di donna fissi su di me.
Ma neppure necessariamente uomini con cui abbia avuto legami amorosi."

(tratto da Simone Signoret, La nostalgia non è più quella di un tempo)




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La ricetta della pasta e fagioli
21 ottobre 2008



permalink | inviato da cicciapasticcia il 21/10/2008 alle 23:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Io sono pieno di mutui
21 ottobre 2008



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Tutta la forza che serve
9 ottobre 2008
 

Sono forte e lo sai e io stessa me ne stupisco e mi rallegro di questa forza ogni giorno da quel 15 settembre che cambierà per sempre il mio mestiere

sono forte e sorrido e se arriva un cliente senza appuntamento e gli sorrido lui stesso mi dice che forse non è nemmeno necessario che mi chieda che cosa sta succedendo nel mondo da tre settimane a questa parte eppure io sorrido lo stesso e glielo spiego per un'ora

sono forte e sorrido e in questi giorni mi sento mia nonna che ha partorito undici figli e ne ha cresciuti otto e portava le mucche al pascolo

sono forte e mi sento più piemontese che mai più concreta che mai e aspetto i miei fine settimana in collina dopo aver confortato per cinque giorni e undici ore al giorno tutti quelli che mi chiedono se il mondo sta finendo

sono forte e questa è tutta la forza che serve
e se me ne hai mandata anche tu ti ringrazio Roberto :-)




permalink | inviato da cicciapasticcia il 9/10/2008 alle 22:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Les jeux sont faits, rien ne va plus
17 settembre 2008





Rien ne va plus e salta la pallina in mezzo a quella grande ruota un solo punto verde fra il rosso e il nero l'incognita apparente di uno zero rien ne va plus rien ne va plus rien ne va plus... rien ne va plus non credo a ciò che in Francia chiamano "coup de foudre" l'amore occupa i capillari molto lento mediando la ragione con un nuovo sentimento però... cambiano le donne insieme alle stagioni e allevano bambini che inseguono aquiloni e il musicista ancora le rincorre con nuove canzoni e poi... diventano madri quelle signorine purché ci sia un uomo che le veda ragazzine quell'uomo non le faccia invecchiare le lasci cantare... poi... rien ne va plus rien ne va plus rien ne va plus... rien ne va plus potremmo sbilanciarci e dire "pour toujours" ma attenti a non sbagliare qualche accento attenti a non lasciarci spettinare dal vento... però... qualcuno poi sutura le ferite c'è qualcuno da fuori che ci aspetta alle uscite come il giocatore sconfitto che si allena per nuove partite la portinaia che ci dice "buongiorno" e il girone di andata fa posto al ritorno sta decollando un satellite e gravita attorno... pour toujours pour toujours... ah, pour toujours... qualcuno poi sutura le ferite c'è qualcuno da fuori che ci aspetta alle uscite come il giocatore sconfitto che si allena per nuove partite... stanno dicendo "buongiorno" e il girone di andata fa posto al ritorno sta decollando un satellite che gravita attorno... pour toujours pour toujours... ah, pour toujours.




Aria fresca stamattina, ore 8.30 in piazza sotto l'ufficio, io arrivo e lui arriva, puntuali come sempre, ma infreddoliti stamattina, ore 8.40 colazione con due cappuccini tiepidi, tiepidi lo dice lui e la ragazza bresciana sorride all'accento romano, noi seduti l'uno di fronte all'altra, parole e parole per parlare del mio lavoro del fallimento Lehman degli americani della finanza mondiale e della politica, parole e parole per non parlare del nostro modesto passato insieme sepolto da sms fulminanti rabbia e rancore subito sopiti, parole e parole per non parlare di me, parole e parole per non parlare di lui, parole e parole per parlare del suo lavoro di Alitalia Malpensa Fiumicino di aerei cargo di piloti di sindacati di Berlusconi e della destra, ore 9.15 mi alzo, devo andare P., mi chiede un pranzo, rispondo non credo, lo so sta pensando che stronza è diventata questa chi si crede di essere, lo accompagno alla sua auto, in piazza un po' di sole ha appena scaldato l'aria ma ho i brividi comunque nella giacchetta di pelle nera mentre mi dice chiamami e rispondo non credo, saluti sale in auto e va via, mi affretto attraverso la piazza e sono dentro, nel tepore della reception che ha il calore di casa mia nonostante custodisca il paradiso degli sciacalli sorridenti, chiedo se ha chiamato qualcuno ieri pomeriggio o stamattina, tutto tranquillo e sorrido, ore 9.25 sono nel mio ufficio primo piano mi siedo sulla mia sedia e sorrido, ho una faccia da stronza e sorrido, oggi ho tirato una linea ho fatto le somme le ha fatte anche lui gli ho presentato il conto e lui ha pagato, ore 9.30 con un sms mi dice comunque sei la ragazza dolce di sempre! P., dolce non credo, ragazza nemmeno vado per i 39 oramai, ma sorrido non deve aver capito forse bisognerà tirare un'altra riga ma la somma non cambia P., il mio ufficio è ancora caldo del caldo di quest'estate che è finita, levo la giacchetta di pelle nera e accendo il portatile, ho davanti la terza giornata dopo lo shock di lunedì e cinque visite da preparare. P. non ti risponderò via sms non credo, forse domani ti scriverò una mail tanto le leggi sul tuo Blackberry e con un sorriso ti dirò sono una stronza una donna stronza non una ragazza non una ragazza dolce, tu non te lo aspettavi e forse per questo motivo oggi ti ho presentato il conto e non te ne sei nemmeno accorto, ore 9.35 ho scaricato la posta ho fatto l'accesso alla rete aziendale visualizzato la situazione del cliente che vedrò stamattina mi sono messa assente su Skype e sorrido. Les jeux sont faits, rien ne va plus.




permalink | inviato da cicciapasticcia il 17/9/2008 alle 22:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Il tratto autentico delle cose
12 settembre 2008







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A volte ritorno anch'io e vi spiego cosa intendevo dire
11 settembre 2008

Nella mia vita prima o poi ritornano tutti: i pirla cacciati da me per saturazione ad urla e a calci nel fondoschiena, quelli che non mi volevano più perché io li stavo "volendo troppo" e da quando ho smesso di volerli non fanno che cercarmi, quelli che dopo avermi ignorata per mesi impazziscono all'idea che io mi sia rassegnata una volta per tutte alla fine della nostra storia, e infine quello che ho amato (o amo?) veramente e... ma questa è un'altra cosa e poi chissà come finirà questa storia che ancora non vuole morire!

In ogni caso, quelli che non sono ancora tornati per ora sono solo quelli che se ne stanno in un altro posto del mondo, nemmeno tanto distante, e quelli che non sono più di questo mondo.
Ecco, loro davvero non torneranno mai. E a loro penso spesso.

Ho nominato tra me e me domenica scorsa due uomini vivi e vegeti (e peraltro anche ben pasciuti) e il giorno dopo uno l'ho incontrato vis à vis per strada e l'altro mi ha chiamata direttamente al cellulare.

Non pensate a qualcuno che vi ricorda qualcosa, specie se qualcosa di non particolarmente piacevole: non pensateci, perché anche quando lo nominate a mente vi sente.
E a volte ritorna.

Io vi ho avvisati.




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di Isabella Leardini
31 agosto 2008



Avrei voluto rimanerti in testa

come un motivo che ti prende dal mattino
o quelle frasi celebri dei film
che tornano ogni volta, come un bene...
Ti ho dato il nome... mille te ne ho dati
eppure non accende le mie vene
sapere che lo porti, non mi sfama...
Tu resti come un segno lungo il muro
che torna fuori appena cade un quadro,
rappreso tra le pieghe delle mani...
E forse ti dovrò sempre portare
nell'aria che si alza dove passo...



permalink | inviato da cicciapasticcia il 31/8/2008 alle 10:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Collega, io e Lei ci siamo capiti!
13 agosto 2008



"Ad ogni buon conto B., vorrei descriverLe quello che capto questa sera: notte estiva a pieno regime, dal caldo insistente ed assente d'un solo alito di vento; grilli; stellata quasi plenaria; amici attorno al tavolo da giardino sfiniti dalle cibarie che hanno trovato pronte al loro arrivo; musica da club in sottofondo (appena giunti 8 cd dagli Usa, posta celere) + lumini ovunque; tanta tantissima voglia di vivere e di godere d'ogni singolo istante del tempo concessomi sul pianeta; soddisfazione nel guardare giù (verso il suolo) e sorprendere l'accostamento della mia camicia bianca sui bermuda kaki e orologio in acciaio al polso, pelle abbronzata come se fossero i primi di settembre, dettagli e colori assolutamente decisi; la figlia dei miei vicini (anni 18, caruccia di viso e sinuosa nel tracciato, biondo tinto - con ostinazione, sorriso buono ancora privo di malizia) che di giorno corre al balcone ogni volta che accendo la motocicletta e che ora è davanti al pc, esattamente come me, innamorata dell'amore e di chissà quale sgangherato coetaneo, acneico e scooterizzato (scarpa giusta, cintura imitazione di quella coppia di stilisti, jeans e t-shirt vuoti della poca carne); odore di vegetazione che colpisce alle narici; ansia di passare velocemente la nottata - che spreco il sonno! - per vivere ancora un giorno come fosse l'ultimo.

Tutto ciò, ed altro ancora ma meno semplice da descrivere, vive in me nel momento esatto in cui lo sto digitando: martedì 5 agosto 2008, ore 0.02.
Che peso... che fatica non essere vacuo, inerte, precluso ai sapori come quella nutritissima schiera di automi che in questo momento sono nei bar o nelle piazze e discutono di pallone o di veline o di veicoli a motore, e mai sanno e sapranno quanta gioia, quanto stupore, quanto incontenibile sentimento c'è appena fuori dalla nostra pelle, dai nostri organi percettori!
B., io e te ci siamo capiti. E ci siamo capiti anche bene, accidenti: noi non possiamo sprecare nemmeno un minuto, nemmeno un istante, del tempo che ci è dato.
Noi mettiamo a frutto ogni millesimo di energia, ogni microwatt di elettricità che scorre dentro i nervi.
Oggi potrebbe essere stato l'ultimo dei giorni vissuti con le antenne levate, con le braccia dischiuse, con il cuore pronto; ed io l'ho vissuto ancora una volta senza risparmio, come uno che dona tutto ciò che possiede agli individui in cambio di niente...
Notte.
S."

Ho ricevuto qualche giorno fa sulla posta personale questa mail.
Ho chiesto al mittente, un collega, il permesso di pubblicarla qui.
Permesso accordato. Si fida di me.
Non sa nemmeno come si chiama questo blog.  In ogni caso non ha chiesto.
Ha scritto, in risposta alla mia strampalata proposta:

"B. io approvo, ma ad una condizione: nessuna sterilizzazione, nessuna censura, nessun prelavaggio. Per il resto (e cioè la parte tecnica, l'impaginazione o quale altra diavoleria a me totalmente sconosciuta) faccia come crede. Debbo naturalmente confermarLe che l'idea (di sapere la mail pubblicata in un post, n.d.r.) non mi dispiace affatto, anzi prometto formalmente che nuove suggestioni Le saranno inviate con tempestività affinché - se ritenute degne - possano essere esposte nel medesimo modo.
Buon prosieguo.
S."

Tutto questo avevo voglia di condividere stasera, qui, con voi.
Buone vacanze o buon lavoro, non importa.
Solo sentire, con il cuore pronto.
E vi so d'accordo, con lui, con me.
Notte a voi ora.




permalink | inviato da cicciapasticcia il 13/8/2008 alle 22:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa
Comico, lirico, tragico
16 luglio 2008

Commento al post precedente. Ci sono cose che quando finiscono minano il coraggio di credere che altre ne possano iniziare. Oggi da queste parti si sta così. Nonostante il sorriso franco e solare di qualcuno che fa di tutto per conquistarsi un posto nella mia vita, nonostante la reale empatia, le risate, le battute, la leggerezza di quattr'ore di chiacchiere arrivo a sera e mi dico "Non ci credo". Stare bene oggi mi ricorda un altro stare bene pieno di promesse vane ma fatte in perfetta buona fede. Le mille parole di oggi mi rimandano semplicemente ad un solo silenzio. Non so cosa ne penserò domani ma so che stasera stranamente quello che fino a ieri era eccitante non mi conforta. Sollecita solo ricordi che si incatenano, s'aggrovigliano e fanno male.




permalink | inviato da cicciapasticcia il 16/7/2008 alle 20:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
Una stagione
16 luglio 2008


(per l'immagine, su gentile concessione dell'autore, www.gastonemencherini.it)


"
E il fatto ch'io me ne dimenticassi era il prezzo che pagavamo per l'unica legge che nessuno ammette: un uomo e una donna si incontrano, si piacciono, si desiderano, forse si amano, e dopo un certo tempo non si amano più, non si desiderano più, non si piacciono più, magari vorrebbero non essersi mai incontrati.

Ho trovato ciò che cercavo, bambino: tra un uomo e una donna ciò che chiamano amore è una stagione. E se al suo sbocciare questa stagione è una festa di verde, al suo appassire è solo un mucchio di foglie marce".

ORIANA FALLACI




permalink | inviato da cicciapasticcia il 16/7/2008 alle 9:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Come sorridi tu nessuno
25 giugno 2008



Questa vita semplicemente la mordiamo
a volte
invece è meglio fermarsi un attimo
per non sprecarla
la nostra occasione
quel morso
che diamo con foga
dentro la carne della nostra giornata
dentro il fiato grosso di questa corsa
fermarci per godercelo
questo istante...
fermarci e prenderlo per mano
e guardarlo bene il nostro giorno
la gioia e il dolore
un sorriso una risata e una lacrima
capirli davvero
sapere perché facciamo tutto questo
per non sprecarlo
quante volte invece
cogliamo l'attimo
senza vederne la bellezza
lo cogliamo
perché sta passando
e non passa
diventa nostro ma non rimarrà.




permalink | inviato da cicciapasticcia il 25/6/2008 alle 21:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
Essere pronti
19 giugno 2008




Tutta la vita davanti
lo sai
sei maturo a sufficienza per saperlo
che prenderai un treno e verrai via da lì
che percorrerai strade per arrivare dove vuoi
e da lì iniziare
a vivere
costruire
costruirti il futuro nel quale in fondo credi fermamente
molto fermamente
nella tua forza troverai quello che cerchi
e meriti
perché lo sai
che a volta andarsene è necessario
necessario come navigare in piena burrasca
non ti pare vivere ma chiedere di farlo
e alla ricerca di questa vita vivrai
non lì
non subito
ma è un passaggio importante
e sai come passare questo varco.



permalink | inviato da cicciapasticcia il 19/6/2008 alle 10:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
Chiederti udienza, figlia mia
13 giugno 2008


 
Un corridoio, due porte, il coma ci separano. Mi chiedo se è possibile sconfinare oltre il carcere di questa distanza, provare a immaginarla tutoria come un confessionale, e sui grani danzanti di questo pavimento chiederti udienza, figlia mia.
Sono un chirurgo, un uomo che ha imparato a dividere, a separare la parte sana da quella malata, ho salvato molte vite, ma non la mia, Angela.



Angela, a ridosso della tua schiena incolpevole c'è una sedia vuota. Io la guardo, guardo la spalliera, le gambe, e aspetto, e mi sembra di ascoltare qualcosa. E' il rumore della speranza.



So esattamente di cosa mi illudo. Nei grani di questo pavimento che ora si muovono lenti come fuligine, come ombre morenti, m'illudo che quella sedia vuota si riempia anche per un solo lampo di una donna, non del suo corpo, no, ma della sua pietà. Vedo due scarpe décollettées color vino, due gambe senza calze, una fronte troppo alta. E lei è già davanti a me per ricordarmi che sono un untore, un uomo che segna senza cautela la fronte di chi ama. Tu non la conosci, è passata nella mia vita quando ancora non c'eri, è passata ma ha lasciato un'impronta fossile. Voglio raggiungerti, Angela, in quel limbo di tubi dove ti sei coricata, dove il craniotomo scassinerà la tua testa, per raccontarti di questa donna.



dal romanzo "Non ti muovere" di Margaret Mazzantini




permalink | inviato da cicciapasticcia il 13/6/2008 alle 18:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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